Cosa sono le
Pubblicazioni Scientifiche?

Le pubblicazioni scientifiche sono testi solitamente redatti da case editrici inserite in contesti universitari e accademici, per questo ci si riferisce a loro con il termine di editoria accademica.

Il primo aspetto che caratterizza una pubblicazione scientifica è l’oggettività. I risultati e la spiegazione delle procedure sono sempre riportati in modo trasparente, rendendo verificabile qualsiasi affermazione e riproducibile ogni metodo descritto. Questa è quindi la prima cosa da prendere in considerazione quando si parla della pubblicazione di uno studio scientifico.

Il contenuto di una pubblicazione scientifica può riguardare una ricerca di un nuovo fenomeno o uno studio più approfondito su argomenti già noti alla comunità. Una volta che l’intero testo, includendo corpo e risultati, viene valutato secondo alcune procedure particolari, viene pubblicato ed entra a far parte, insieme ad altre pubblicazioni e libri di testo scientifici, nella letteratura scientifica.

Molti siti e riviste adoperano espedienti per rimarcare in modo particolare i risultati di un articolo o utilizzano effetti visivi per accattivare il lettore. Le informazioni pubblicate da queste fonti non sono tratte da vere pubblicazioni scientifiche, proprio per la mancata oggettività. “E qual è il problema?”, vi starete chiedendo. Il problema è che le notizie e le informazioni non catalogate come pubblicazioni scientifiche sono spesso di dubbia attendibilità. Il motivo lo capiremo insieme nei prossimi paragrafi.

Prima di buttarci però in quelle che sono le procedure di pubblicazione, concentriamoci sulla struttura vera e propria di un articolo scientifico.

Struttura di un parere scientifico

Uno studio scientifico ha 3 principali funzioni:

  • ampliare la conoscenza della comunità scientifica comunicando nuovi risultati e conclusioni;
  • descrivere dettagliatamente le procedure e il risultato;
  • rendere possibile la valutazione del contributo che hanno avuto gli autori nello studio o nella ricerca.

Per svolgere questi ruoli però l’articolo deve essere letto, e non solo da esperti, ma da tutti. Sono molti, infatti, gli studenti e in generale le persone appassionate di scienza che fanno affidamento a pubblicazioni universitarie. Per svolgere queste sue funzioni il testo deve essere disponibile e anche facilmente reperibile, altrimenti nessuno lo leggerebbe.

In inglese gli articoli scientifici sono chiamati con il termine generico “paper” che si usa anche in italiano per indicare i lavori dello stesso tipo, i “paper scientifici”. Può cambiare il nome, ma la struttura del testo rimane la stessa. Come abbiamo detto il testo ha anche il ruolo di arrivare a più persone possibili, deve essere chiaro e ordinato, senza però nulla togliere alla specificità dei contenuti. L’unico modo per far convivere queste proprietà è quella di adoperare una divisione per gradi del contenuto.

La struttura delle pubblicazioni scientifiche segue degli standard globali che possono essere visti come una lista di punti essenziali. Sfogliando vari paper scientifici vi accorgerete che tutti presentano dei paragrafi fissi (titolo, abstract ecc.) che rendono rigorosa la pubblicazione.

Il titolo e i nomi degli autori

Quando pensiamo ad un articolo di giornale ci viene subito in mente l’importanza del titolo nell’attrarre l’interesse del lettore. Nel caso delle pubblicazioni scientifiche però il titolo non è accattivante, perché la sua funzione è quella di chiarire subito l’argomento di cui si parla, senza troppi fronzoli. In generale il titolo non è ambiguo, ma è comprensibile anche da esperti in altri settori e riflette il contenuto dell’articolo. È specifico, non generale né vago. L’ultimo accorgimento che potrete notare in quasi tutti gli articoli è che le informazioni fornite nel titolo non sono mai ripetute nell’abstract. Questo perché entrambi sono spesso pubblicati insieme, anche se una leggera sovrapposizione è inevitabile. 

Subito dopo il titolo sono inseriti i nomi degli autori della ricerca o dello studio, il cui ordine è a discrezione degli autori stessi. Solitamente si rispetta l’ordine alfabetico oppure il primo nome che compare corrisponde all’autore principale dell’articolo.

L’abstract delle pubblicazioni scientifiche

L’abstract, o sommario in italiano, è la parte più letta dalla maggioranza delle persone che sta cercando studi in merito ad un argomento scientifico. L’abstract ha una lunghezza limitata e vi sono riassunti gli aspetti più improntanti del lavoro e i passaggi significativi per dare un’idea complessiva dell’articolo che si sta per leggere. Di solito è la parte dell’articolo, pubblicato su molte piattaforme online, che è liberamente fruibile, cioè che si può leggere senza acquistare la pubblicazione. Per questo motivo è sicuramente la sezione di testo più letta dalle persone. 

Con l’avvento dell’era digitale ha assunto molta importanza la presenza delle parole chiave vicino all’abstract o in testa all’articolo. Si tratta di un elenco di parole che si riferiscono all’argomento della pubblicazione scientifica e che ne facilitano la catalogazione, sia fisicamente nelle librerie che per lo più per la ricerca internet.

Corpo delle pubblicazioni scientifiche

Superate queste prime parti di un articolo si arriva a quello che rappresenta la vera e propria documentazione dello studio o della ricerca. Il corpo dell’articolo è diviso in 3 parti:

  • L’introduzione è un breve paragrafo in cui sono spiegati gli scopi della ricerca e che fornisce tutte le informazioni preliminari.
  • I metodi di svolgimento sono i paragrafi che descrivono tutte le procedure riguardanti l’esperimento, la ricerca, la raccolta dei dati e tutto ciò che gli autori hanno svolto per completare il loro lavoro. I metodi devono essere chiari e dettagliati poiché qualsiasi altro scienziato deve essere in grado di ripeterli. Si tratta dei cosiddetti principi di riproducibilità e confutazione che avvalorano un’opera scientifica seguendo il metodo scientifico.
  • I risultati sono tutto ciò che la ricerca o lo studio ha portato alla luce seguendo le procedure descritte nei metodi di svolgimento. Devono essere oggettivi e ovviamente devono rispecchiare la realtà dei fatti

Discussione e conclusione

Nella sezione della discussione vengono analizzati i dati e interpretati secondo il significato che suggeriscono. La discussione è molto rilevante poiché spiega i passaggi rilevanti e anche anomali di tutto il lavoro. 

Nella conclusione poi gli autori spiegano in maniera chiara ed esaustiva il risultato raggiunto, considerando le evidenze sperimentali e le conoscenze precedenti sull’argomento trattato nella pubblicazione scientifica.

Ultime pagine: bibliografia e supplementi

È l’ultimo paragrafo per ordine di pubblicazione, ma non fatevi ingannare poiché è indispensabile ed estremamente importante. Stiamo parlando di quella parte nota come bibliografia e sitografia, qui vi sono citate tutte le fonti dei dati raccolti, delle definizioni e ogni nota utilizzata per la stesura dell’articolo. Cosa sarebbe una notizia scientifica senza la possibilità di controllare le fonti? Di sicuro non sarebbe una pubblicazione scientifica. 

Alla fine di tutto il trattato si possono trovare delle appendici, come tabelle di costanti o passaggi matematici messi in evidenza. Spesso come supplemento si possono trovare anche riconoscimenti a persone o enti che hanno aiutato ad esempio fornendo locali e spazi in cui è stata condotta la ricerca.

Come si pubblica un articolo scientifico?

Per pubblicare un articolo scientifico bisogna prima di tutto scriverlo in modo corretto come descritto sopra, successivamente bisogna inviarlo a giornali appositi o a riviste scientifiche online. Si tratta di riviste molto vicine al mondo accademico che sono consultate da scienziati ed esperti di ogni settore e sono anche considerati mondialmente attendibili. Tramite gli accordi presi con la rivista a cui si sottopone il lavoro poi si possono stabilire termini contrattuali che ne determinano la distribuzione. Gli articoli possono essere a pagamento o di libero accesso, anche se spesso è possibile leggere gratuitamente solo alcune parti di esso (come l’abstract o i risultati). 

Esempi di riviste scientifiche famose che hanno anche un sito da poter consultare sono: Scientific American, Nature, Science e molte altre. Non dimentichiamoci però che esistono alcuni siti di università o di enti nazionali e internazionali che conservano degli archivi di paper scientifici; anche questi rappresentano delle fonti attendibili. Ma cosa significa che una fonte è scientificamente attendibile? 

Come abbiamo visto la struttura di un paper scientifico è standard e questo fattore è il primo metro di misura per valutare l’affidabilità di una rivista o un sito internet. Qualora, navigando sul web ad esempio, ci imbattessimo in qualche titolo che annuncia la presenza di uno studio scientifico, sabbiamo cosa aspettarci di preciso. Diffidate quindi da fantomatiche pubblicazioni scientifiche che non seguono il protocollo standard di stesura del testo e delle forme. Titoli troppo accattivanti, frasi non oggettive e grafiche stravaganti, sono sintomi di una gestione superficiale e spesso sbagliata delle informazioni. 

Questo perché le riviste o gli archivi in cui sono contenuti i veri e propri articoli pubblicano il materiale solo se è stato precedentemente revisionato e ha superato alcuni step di certificazione che spiegheremo nel prossimo paragrafo.

Revisione paritaria di una pubblicazione scientifica

La revisione paritaria, in inglese peer review, è una valutazione condotta da più specialisti di settore che verificano l’idoneità alla pubblicazione di un articolo scientifico. In questo modo gli autori dello studio sono costretti ad adeguarsi ai livelli di qualità più alti relativi alla loro disciplina e a fornire informazioni non artefatte. La revisione paritaria è anche un controllo per evitare qualsiasi plagio, frode o truffa scientifica che causerebbe una fuga di false notizie. Coloro che sono incaricati della revisione, se accettano, restano in forma anonima così da evitare eventuali conflitti di interesse. Quindi quando un gruppo di scienziati propone la pubblicazione di un proprio studio, questo viene revisionato da più esperti e se solo uno di questi espone una considerazione contrastante ne consegue un’immediata comunicazione agli autori. 

Il controllo qualità delle pubblicazioni scientifiche è spesso affidato ad un metodo particolare: la revisione paritaria, cioè una valutazione tra pari intesi come esperti di settore. 

Può accadere che gli autori dell’articolo attuino delle modifiche in alcune parti del testo per far sì che risulti idoneo alla pubblicazione. La ragione principale della revisione paritaria risiede nel fatto che è spesso molto difficile per un singolo autore, o anche per un gruppo di ricerca, riuscire ad individuare eventuali errori e imprecisioni. Altre volte invece la revisione paritaria può fornire anche una bocciatura generale e può avvenire il categorico rifiuto da parte della rivista o del sito a cui è stata proposta la pubblicazione. La valutazione può portare a diversi risultati: il lavoro viene accettato così come è presentato; il lavoro viene accettato a patto che vengano applicate alcune modifiche; il lavoro proposto viene rifiutato

Solo una rivista che adotta la revisione paritaria può essere considerata scientificamente attendibile.

Il paper-review

Abbiamo analizzato tutte le caratteristiche principali dei comunicati scientifici, così ora sappiamo come, durante la ricerca di una pubblicazione scientifica, individuare quella corretta. Non solo, ma adesso sarete anche in grado di strutturare un vero e proprio articolo scientifico, magari partendo da una semplice relazione da fare come compito a scuola. Per completare il quadro ci manca soltanto una tipologia di pubblicazione: il paper-review. È questa un’altra forma di pubblicazione di un paper che si può trovare cercando negli archivi. 

Si tratta di un articolo scritto prendendo in considerazione più paper che trattano di uno stesso argomento. Formalmente consiste in una revisione complessiva di tutti gli articoli d’interesse e considerando anche nuove conoscenze di ultima pubblicazione. L’insieme di tutti questi articoli prende appunto il nome di paper-review, dove in italiano la parola “review” significa appunto “revisione”.